Talent Management: 5 Regole Per Gestire Un Talento In Azienda

PersonaleNegli ultimi anni sempre più aziende hanno sperimentato l'importanza del talent management, ovvero quella serie di attività organizzative volte ad individuare e coltivare i migliori soggetti all'interno di un'ambiente di lavoro. Una buona gestione dei "talenti", può fare la differenza nelle piccole e grandi imprese. Infatti, la vera difficoltà per un manager o datore di lavoro, non è tanto trovare il "talento", piuttosto motivarlo e legarlo all'azienda il più possibile.
Spesso l'eccessiva supervisione da parte del manager non fa altro che inibire e distrarre il dipendente, limitando di fatto le sue capacità. Oggi vogliamo offrirvi alcune strategie efficaci per ottenere il massimo dal vostro "talento", senza correre il rischio che possa andar via.

Cos'è un talento e come riconoscerlo: 3 caratteristiche distintive

Ognuno di noi è un talento. Non a caso, il principale compito del responsabile delle risorse umane, è proprio quello di esaltare i singoli talenti dei vari individui. Tuttavia esistono alcune persone che hanno particolari doti che consentono loro di emergere rispetto agli altri.
Riconoscere queste persone è abbastanza facile, spesso sono accomunate da 3 caratteristiche:

  1. Imparano velocemente
    perché riconoscono l'importanza dell'acquisizione delle competenze, e si impegnano costantemente nell'accrescere il proprio know-how.
  2. Hanno grande capacità di adattamento
    che permette loro di misurarsi con differenti realtà e mansioni lavorative.
  3. Sono dotate di grande intuito
    che sfruttano alla grande nelle attività di problem solving.

Le 5 regole per gestire un talento in azienda

Purtroppo la gestione dei dipendenti di talento richiede abilità manageriali eccezionali. Non bastano le capacità convenzionali acquisite attraverso l'istruzione e l'esperienza nel lavoro. E' indispensabile avere leadership. Ma quali sono le regole che un buon leader deve seguire per gestire un talento in azienda?
Scopriamole insieme...

1 - Identifica la sua dimensione ideale

Anche se una delle sue caratteristiche è appunto la versatilità, è importantissimo identificare la dimensione di lavoro ideale per il dipendente, individuando le mansioni svolte con maggiore efficacia, ma soprattutto con maggiore voglia ed entusiasmo.

2 - Assegna compiti Impegnativi

Cerca, per quanto possibile, di assegnare compiti particolarmente impegnativi. Le difficoltà rappresentano vere e proprie "sfide", che spingono a sfruttare appieno le proprie competenze.

3 - Evita di fare Troppo il "supervisore"

E' importante che ogni dipendente assimili i metodi di lavoro dell'azienda, tuttavia esagerare con estenuanti controlli giornalieri può diventare col tempo controproducente.
Una persona talentuosa non ha bisogno di essere indirizzata nei micro-processi aziendali.

4 - Comportati da Coach

Un talento non ha bisogno di un sergente che impartisca ordini, piuttosto ha bisogno di un couch che lo aiuti a crescere dal punto di vista lavorativo. Informati su quali sono le mansioni che svolge di buon grado, chiedi quali lavori o progetti lo stimolano di più e quali vorrebbe svolgere in futuro. Informati sulle sue aspirazioni all'interno dell'azienda, ma soprattutto, aiutalo a crescere nella direzione da lui scelta, magari investendo in prima persona nella sua formazione.

5 - Chiedi un parere su Obiettivi Personali ed Aziendali

Tutti i grandi imprenditori riconoscono l'importanza di fissare obiettivi a breve, medio e lungo termine, sia dal punto di vista personale che aziendale. Spesso i datori di lavoro fissano gli obiettivi senza tener conto delle impressioni e delle aspirazioni del personale. In realtà è molto importante che ogni dipendente, specialmente i più talentuosi, discuta delle personali priorità riguardo ai progetti ed alle responsabilità future. Chiedi al tuo "talento" quali sono i suoi obiettivi personali, ma anche un parere sulla direzione che dovrebbe intraprendere l'azienda.

Come trattenerlo in azienda e non farlo scappar via

Le persone di talento non sempre desiderano una promozione, un salario migliore o un'auto aziendale.
Questo genere di incentivi economici sono sicuramente utili per migliorare in linea generale la qualità della vita del dipendente, ma di fatto non è la mancanza di essi che porta il "talento" ad andar via.
Piuttosto il vero problema è la mancanza di stimoli. Un dipendente talentuoso decide di cambiare aria quando si rende conto che il datore o l'azienda non possono garantire una crescita adeguata.
Di conseguenza il modo migliore per trattenere un dipendente di valore è preoccuparsi delle sue esigenze, far sì che possa esprimersi al meglio nell'ambito lavorativo da lui scelto, ed investire sempre più nella sue capacità.

Lascia un commento